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Progetto Sombor

Le ATTIVITÀ del Progetto:

LUOGHI, PERSONE. ATTIVITÀ

SOMBOR , città di circa 50.000 abitanti della Vojvodina nel bassopiano pannonico meridionale. Sita nei pressi del canale Dunav - Tisa, posta a nord ovest di Beograd da cui dista 167 km. I bombardamenti dell’aprile ‘99 hanno distrutto i depositi della Naftagas - Promet e della Jugopetrol, danneggiato il nodo ferroviario, il porto fluviale e le vie di comunicazione con Novi Sad - Beograd. Ad oggi comunque non vi sono segni evidenti del conflitto e tutta la cittadina è oggetto di profondi lavori di rinnovamento che contribuiscono a dare al centro di Sombor l’aria di una città mitteleuropea.

Dom “MIROSLAV ANTIC MIKA”: Orfanotrofio. Fino allo scorso anno accoglieva 80 fra bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni provenienti da tutta la Serbia, orfani, abbandonati dai genitori, affidati da genitori in difficoltà economiche, tolti da famiglie a rischio. È in programma la sua ristrutturazione e trasformazione in casa protetta per il recupero di ragazzi con problemi di disagio sociale o non in grado di provvedere a se stessi. Gli orfanotrofi, in Serbia, saranno gradualmente dismessi ed i bambini e ragazzi dati in affido a famiglie. Gli scout AGESCI sono presenti al Mika Antic dal 2002 svolgendo attività ludico-ricreative con i bambini e ragazzi ospiti dell’istituto, pensate con intento educativo e pedagogico (educazione impartita attraverso il gioco e lo scambio informale), condividendo ogni attività quotidiana, dall’utilizzo dei servizi igienici alla mensa, con i bambini e ragazzi serbi. Dallo scorso 2006, in via sperimentale, sono stati coinvolti, con la collaborazione dell’Amministrazione locale, ragazzi esterni al fine di integrare gli ospiti dell’orfanotrofio con i giovani della città. Visto il successo ottenuto anche quest’anno riproporremo questa esperienza ampliandola e organizzandola in collaborazione più stretta sia con il Comune di Sombor e i Servizi Sociali della Provincia, sia con una associazione giovanile del posto.

ATTIVITÀ 2008

a) attività al Mika Antic, come negli scorsi anni, con gli ospiti ancora presenti, circa una cinquantina, rivolta anche ai bambini e ragazzi del territorio. b) attività di sostegno e animazione al campo di formazione in fase di organizzazione e curato dalla direzione del Mika Antic a Backi Monostor, paese del comune di Sombor da cui dista circa 15 km rivolto a ragazzi a rischio del territorio; c) finanziamento e attivazione di un corso d’italiano e di uno d’informatica (pacchetto Office, Autocad ed Internet) rivolto ai ragazzi più grandi dell’orfanotrofio e della città, finalizzato alla formazione professionale, con la collaborazione del liceo locale e patrocinato dal Comune di Sombor e (speriamo) dalla Camera di Commercio di Vicenza. e) incontri con i responsabili scout serbi e con quelli locali, attraverso i canali ufficiali dell’Internazionale AGESCI. f) attività di relazione e confronto con associazioni giovanili presenti sul territorio ed eventuale progettazione di attività preparate assieme per l’estate 2008.

1°) Fase progettuale: La progettazione ha già avuto inizio con il sopralluogo di fine anno incontrando il Sindaco e l’Assessore al sociale di Sombor, la Direttrice del Mika Antic ed il Preside del liceo sottoponendo loro il programma di massima al fine di verificarne le concrete possibilità di realizzazione. Gli accordi saranno perfezionati con un programma dettagliato delle attività da sottoporre agli interessati nel mese d’aprile/maggio. Il Progetto e le finalità educative saranno esaminati con tutti i capi clan che daranno la disponibilità a partecipare con i loro R.S. al fine di concordare le attività pratiche. Ciò é basilare in quanto i capi clan conoscono i ragazzi e sanno come coinvolgerli con attività loro congeniali, sia perché - coinvolti direttamente nel progetto e nella programmazione - dovranno gestire “ad arte” il campo stesso. Per ogni turno vi sarà un capo campo esperto. Il ruolo di Capo Campo non si limita a coordinare, organizzare gli incontri con i testimoni, tenere i rapporti con l'istituzione, ecc, ma è soprattutto la Figura che: - conosce il progetto ed i suoi obiettivi; - stimola i Clan, attraverso i loro Capi, a raggiungere gli obiettivi; - verifica con i Capi Clan il cammino che si sta facendo; - interviene con autorevolezza quando le cose non vanno per il verso giusto senza mai interferire con i ragazzi, ma dialogando con i Capi Clan; - risolve i problemi prendendo tempestivamente le decisioni giuste al momento giusto; - in ogni momento di crescita dei ragazzi siano essi attività o liturgie religiose sa essere testimone partecipando quindi a un momento di confronto e dialogo con “l’altro”

2°) Fase di formazione: Premesso che la vera formazione si farà in loco “sulla propria pelle”, vivendo a fondo l’esperienza, questa avrà inizio con l’adesione dei Clan al campo fino alla partenza con invio, da parte della pattuglia, di materiale informativo. È previsto un sopralluogo a Sombor con i Capi Clan per visionare i luoghi ed entrare in contatto con persone e realtà locali; un incontro di formazione del mese di maggio in cui, oltre a tutte le notizie logistiche, saranno dati indirizzi di conoscenza e comportamentali per il corretto inserimento nell’ambiente in cui si andrà a operare. Ai clan sarà chiesto d'impostare attività finalizzate al campo che necessariamente dovranno prevedere una stretta collaborazione fra tutti i partecipanti per raggiungere un unico “filo conduttore” fra la turnazioni.

3°) fase di intervento …finalmente giunge il momento di partire: l’entusiasmo iniziale si trasforma in preoccupazione; i dubbi, prima sopiti, emergono; la visione del popolo serbo data dai media é sconvolgente; s'andrà in luoghi sconosciuti...ci sarà pericolo?... cosa potrebbe succedere? Tutto ciò (e possiamo garantirlo...) svanirà qualche ora dopo esseri giunti; toccata con mano la realtà locale, conosciuta la sofferenza ma anche l’accoglienza e l’ospitalità di quelle genti una tempesta d'emozioni, sentimenti, stimoli, idee e domande pervaderanno i nostri R.S. che - come insegnano le esperienze passate - si lasceranno pienamente coinvolgere nell’attuazione del progetto.. In questa fase quattro saranno gli strumenti utilizzati: 1) L’incontro e il confronto con singoli e associazioni giovanili (scoutistiche e non) del posto con le quali abbiamo in programma l’organizzazione di attività a favore dei ragazzi di Sombor. 2) Il gioco: non fine a se stesso, ma condotto per raggiungere l’obiettivo finale. 3) Il servizio: “attenzione all’altro”; “porsi in ascolto con antenne a 360 gradi”; condividere le sofferenze, promuovere le aspettative senza creare false illusioni, raggiungere e interiorizzare la sensibilità della condivisione; 4) Incontri con testimoni significativi: attraverso l’ascolto delle testimonianze confrontate con le informazioni dei nostri media, si potrà raggiungere una visione dei fatti la più obiettiva possibile. Possibilmente arrivare, autonomamente e senza condizionamenti, alla conclusione che nessuna guerra trova giustificazione quando é, di per se stessa, sinonimo di morte, sofferenza, distruzione e desolazione...

4°) Fase di verifica Una tale esperienza deve essere verificata ed approfondita una volta rientrati nel quotidiano e possibilmente condivisa con la propria comunità locale/parrocchiale. Sarà necessario capire, anche ai fini della continuità del progetto, come gli R.S. hanno vissuto l’esperienza e cosa “hanno portato a casa”: sentimenti ed emozioni, sensibilità emerse, condivisione e impegni futuri; quale il messaggio da portare alla comunità d'appartenenza, come impegnarsi conto le ingiustizie... A tal proposito è previsto un incontro di verifica nei mesi settembre/ottobre per tutti i clan partecipanti.

© 2008 Pisani Alessandro